#23
Trittico Stefaneschi
Un altare bifronte per la vecchia Basilica di San Pietro: Pietro in trono riceve un donatore inginocchiato; sul retro, i martìri di Pietro e Paolo. Giotto traduce la dottrina in peso, spazio e presenza umana.
La solidità di Giotto fonda la stagione delle pale d’altare del primo Trecento.
#47
Naoforo Vaticano (statua di sacerdote con santuario)
Nella pietra scura e lucida, un sacerdote avanza reggendo un tempietto tra le mani. Dentro il piccolo santuario sta un dio: una casa portatile per il divino. Geroglifici incisi sul pilastro posteriore custodiscono una preghiera senza tempo.
È un esempio da manuale del tipo naoforo del Periodo Tardo.
#50
Sarcofago di Djedmut
Un sarcofago antropoide in legno, dipinto con fasce di geroglifici e divinità protettrici. Rossi, verdi e azzurri promettono sicurezza; i testi recitano preghiere per Djedmut attraverso il pantheon egizio.
È un ottimo esempio di pittura di sarcofagi del Terzo Periodo Intermedio.
#52
Statua della regina Tuya
Il granito onora la regina Tuya, madre di Ramses II e moglie di Seti I. La pietra fredda e duratura e la posa formale proiettano la regalità nel tempo, mentre parrucca, abito aderente e fasce d’iscrizione proclamano titoli della XIX dinastia.
È un’immagine regale della madre di Ramses II, figura chiave della XIX dinastia.
#56
Grande fibula d’oro (tomba Regolini-Galassi)
Dalla tomba Regolini–Galassi di Cerveteri, questa spilla d’oro quasi lunga quanto un avambraccio proclama rango. Arco e placca sono «tappezzati» di granuli microscopici e leoni in marcia: un capolavoro orientalizzante destinato a brillare su abiti cerimoniali.
È un capolavoro dell’oreficeria etrusca orientalizzante in contesto funerario principesco.
#57
"Fenicio-cipriota" patera
Una coppa bassa, incisa, proveniente da botteghe levantine o cipriote e ambita in Etruria. Fasce concentriche di animali, loto e rosette ruotano attorno a un umbone centrale. Per versare vino o oli nei riti, racconta scambi mediterranei nel VI secolo a.C.
È una prova evidente dei traffici mediterranei tra Levante/Cipro ed Etruria.
#58
Ampolla Calabresi
Una piccola fiaschetta etrusca per oli profumati. Corpo tondeggiante e collo stretto sono animati da fasce stampate o dipinte — rosette, onde, motivi semplici — trasformando un contenitore d’uso in un segno portatile di stile, scambio e rito.
Rivela abitudini etrusche legate al profumo e agli usi rituali attraverso un oggetto quotidiano.
#63
Anfora attica a figure nere (firmata da Exekias)
Un capolavoro della tecnica a figure nere di Exekias, il più grande maestro ateniese. Silhouette nere lucide, incisioni affilate e tocchi di rosso e bianco costruiscono una scena misurata, firmata per dichiarare virtuosismo e controllo.
È un riferimento assoluto della ceramica attica a figure nere, eseguito da Exekias.
#65
Cratere a colonne corinzio tardo
Un ampio vaso da mescita in stile corinzio a figure nere. Fasce di animali in marcia e sfingi corrono attorno al corpo, con rosette a riempire il fondo. Le anse alte, come piccole colonne, trasformano il cratere in un manifesto di ritmo decorativo.
È un esempio tipico dello stile corinzio a fregi animali su un vaso da simposio.
#96
Trittico in avorio (bottega di Costantinopoli)
Una chiesa nel palmo della mano: Cristo al centro, santi sulle ante pieghevoli, aureole punzonate come stelle — fatto per aprirsi nella preghiera.
È un pregevole avorio bizantino medio, in cui lo stile di corte sostiene la devozione privata.