Profeta Giona (Cappella Sistina)
Sopra l’altare, Giona è colto nell’istante della comprensione: il torso si inarca, la testa si rovescia, il libro scivola sul grembo, mentre dietro si avvolge il pesce che un tempo lo inghiottì. Michelangelo traduce la teologia in moto, con scorci estremi e drappeggi elastici: la liberazione di Giona anticipa quella di Cristo, facendo di questo profeta il segno più audace della risurrezione nell’intero programma della volta.
Perché quest’opera è importante
- È teologicamente centrale sopra l’altare, perché Giona è figura della risurrezione di Cristo.
- Offre uno degli scorci più arditi della volta, mostrando il virtuosismo michelangiolesco nel controllo del corpo umano.
Cosa osservare
- Osservi l’arco all’indietro e il volto rivolto in alto, con l’anatomia tesa come un arco.
- Noti la testa del pesce che affiora dietro la spalla del profeta.
- Guardi il mantello che si gonfia e amplifica la torsione a spirale.
Curiosità
La posa di Giona è stata letta come un’eco ironica dei fiumi-dèi antichi: Michelangelo trasforma la reclinazione acquatica in una torsione di risurrezione.
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