Profeta Gioele (volta della Cappella Sistina)
Michelangelo presenta Gioele come il più «conversativo» dei profeti. Si piega verso di noi, con il libro aperto sulle ginocchia e la bocca leggermente dischiusa. La torsione del busto e la caduta rapida del drappeggio suggeriscono un pensiero che sta per diventare parola. I putti dietro la seduta legano la figura all’architettura, dando alla nicchia una scala vissuta e umana.
Perché quest’opera è importante
- Rende la profezia come parola imminente, con la psicologia tradotta in posa.
- Mostra la «architettura viva» di Michelangelo, dove trono, figura e putti sono un unico organismo.
Cosa osservare
- Osservi la bocca semiaperta e lo sguardo attento, come a metà enunciazione.
- Noti il drappeggio morbido e inclinato che segue la spinta in avanti.
- Guardi i putti che incorniciano seduta e cartiglio del nome.
Curiosità
Alcuni osservatori antichi lo credettero un ritratto dal vero: la vitalità della bocca mostra gli studi michelangioleschi sulle fisionomie parlanti.
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