Leoni in granito di Nectanebo I
Scolpiti nel Periodo Tardo sotto Nectanebo I (XXX dinastia, circa 380–362 a.C.), questi leoni gemelli nacquero come guardiani di un accesso sacro. In Egitto il leone è emblema di forza solare e vigilanza regale; posto presso porte e vie processionali, annuncia il dominio del dio e la protezione del sovrano. Lo scultore impiegò un granito denso, simile alla granodiorite, capace di trattenere profili netti e di resistere agli agenti atmosferici, mentre la posa bassa e accovacciata concentra il peso in volumi stabili e monumentali. Tracce di iscrizioni — cartigli del re e formule dedicatorie — legano gli animali al rito templare. Passando tra loro verso le sale, continuano a svolgere il compito per cui furono creati: guidare, ammonire e segnare la soglia tra lo spazio comune e il divino.
Perché quest’opera è importante
- Sono statue di guardia del regno di Nectanebo I, sovrano decisivo del Periodo Tardo.
- Offrono un esempio esemplare del leone come simbolo regale e solare nell’arte templare egizia.
- Testimoniano una lavorazione in pietra dura, pensata per la durata e per l’esposizione pubblica.
Cosa osservare
- Osservi la posa accovacciata con zampe massicce e corpi tesi e compatti.
- Noti gli occhi a mandorla, le linee stilizzate della criniera e i bordi netti del muso.
- Cerchi i campi per cartigli su base o fianchi, con il nome del re.
- Guardi le superfici puntinate del granito, che catturano la luce su spigoli e piani.
Curiosità
Nectanebo I fondò la XXX dinastia, una tarda rinascita del potere autoctono prima del ritorno persiano.
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