Apoxyòmenos (lo Strigile)
Lisippo, scultore di corte di Alessandro, ridefinì il corpo atletico: più snello, più mobile, pensato per essere visto a tutto tondo. In questa copia romana in marmo, l’Apoxyòmenos solleva un braccio per raschiare olio e polvere dalla pelle; l’altro braccio un tempo si protendeva in avanti, rompendo il «cubo» della statua e trascinando lo spettatore nell’orbita della figura. La testa è piccola, il torso teso, lo spostamento di peso sottile — l’ideale classico aggiornato per il movimento e l’incontro. Il risultato è meno una posa che una pausa tra due azioni.
Perché quest’opera è importante
- Incarna il canone lisippeo e la visione a 360 gradi.
- È un modello dell’atleta come geometria vivente.
Cosa osservare
- Noti la testa piccola e gli arti allungati.
- Segua il braccio proteso che invita a compiere il giro.
- Riconosca la traccia dell’azione dello strigile oggi mancante.
Curiosità
Apoxyòmenos significa «colui che si deterge» in greco.
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